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Il pozzo assassino di Villa Petrosa

Il pozzo assassino di Villa Petrosa

di Filippo Piccione

Valutazione: (0)
Collana: Saggistica
Genere: Memorie
Lingua: Italiano
Pubblicato: 05/06/2015

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Libro: € 12,00

book
Formato: 15x21
Pagine: 192
ISBN: 9788869340680
eBook: € 3,99 € 1,99

ebook
Formato: ePub
Dimensioni: 1,5 Mb
ISBN: 9788869340697

Ci sono molti modi di raccontare la storia del nostro Paese. Filippo Piccione è un autore che riesce, attraverso uno stile narrativo cronachistico e accurato, a darci una visione delle vicende storiche partendo dal particolare per giungere all’universale.
Lo ha fatto con Carlo, Maria e il mare di Sicilia, quando, narrando una storia d’amore, è riuscito a dare una visione a 360° dell’italico suolo.
Il miracolo è riuscito ancora una volta con Il pozzo assassino di Villa Petrosa, un romanzo che partendo da una delle tante sciagure che hanno segnato le pagine dell’Italia, e in particolare della Sicilia, si inoltra nei territori della politica, della cronaca, della letteratura, cavalcando cinquanta anni di passati avvenimenti.
Il 25 giugno 1965 è una data che gli abitanti di Villa Petrosa, contrada dell’entroterra marsalese, non dimenticheranno mai. Il giorno in cui persero la vita, per una serie di tragiche circostanze, nove persone, inghiottite dal pozzo che dà nome al romanzo.
Tra queste il giovane Filippo Angileri, calatosi nelle viscere della terra per provare a salvare chi, prima di lui, era già sceso, tentando di dare il suo contributo. Una drammatica catena umana che, a distanza di mezzo secolo, resta un’indelebile ferita nell’animo di chi ne è stato testimone.
L’autore, utilizzando un abile artificio letterario, immagina che Filippo sia sopravvissuto e con lui instaura un toccante dialogo, analizzando i fatidici momenti di quella giornata e, in un vertiginoso andirivieni temporale, scandaglia la storia del nostro Paese fino ai giorni nostri. Ne fuoriesce un lucido ed impietoso ritratto in cui le dinamiche politiche, gli intrecci fra criminalità organizzata e le stanze del potere, i pochi slanci culturali e le troppe sciagure si rincorrono senza soluzione di continuità.
Un viaggio tra i ricordi, la memoria e la nostalgia, ovvero quel ponte fra un passato perduto e un futuro ignoto, nel quale si spera che qualcosa potrà accadere, pur sapendo che difficilmente avverrà.

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