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Il fastello della mirra

Il fastello della mirra

di Gabriele d'Annunzio

Collana: Narrativa
Genere: Biografico
Lingua: Italiano
Pubblicato: 15/06/2018

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Libro: € 18,00

book
Formato: 14x21
Pagine: 448
ISBN: 9788869344312
eBook: € 4,99

ebook
Formato: ePub
Dimensioni: 1 Mb
ISBN: 9788869344329

L'autobiografia di uno dei protagonisti più contestati, amati e detestati della letteratura italiana del Novecento.
Dannunziana è la nuova collana di studi nata con l'intento di analizzare a 360°, a ottant'anni dalla sua scomparsa, la figura, il pensiero e le opere di una delle icone imprescindibili che la scrittura letteraria del secolo scorso ci abbia mai regalato: Gabriele d'Annunzio. E Il fastello della mirra, primo volume degli studi dedicati al poeta abruzzese, curato da Angelo Piero Cappello, con il patrocinio della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani e dal Centro Nazionale di Studi Dannunziani, è l'autobiografia controversa e "ignota", postuma ed inedita, che racchiude una storia di vita, di arte e di scrittura. Un volume prezioso ed imperdibile per comprendere appieno il pensiero di un autore che non ha mai voluto tenere separati questi aspetti.

Nacque a Pescara nel 1863 da una famiglia borghese e destinato a divenire il più illustre poeta decadente. Manifestò sin da giovanissimo un carattere disinibito e una dirompente creatività. Nel '79 pubblicò la prima raccolta di poesie del titolo Primo Vere, che pubblicizzò con un geniale espediente: diffondendo la notizia della propria morte, cosa che rese subito celebre opera e personaggio.
Dal 1881 al '91 visse a Roma, dove lavorò come giornalista.
Nell'89 iniziò l'epoca del suo successo letterario con la pubblicazione de Il piacere.
Dagli anni romani iniziò a delinearsi intorno a D'Annunzio la fama del poeta-vate, che egli creò deliberatamente grazie a uno stile di vita appariscente.
Tra il 1891 e il 1904 visse a Napoli e poi a Firenze, dove si trasferì per stare accanto alla diva Eleonora Duse di cui si era innamorato. Si stabilì nella villa La Capponcina, che divenne più che una residenza, ma un monumento del gusto decadente, come farà in seguito con Il Vittoriale degli italiani a Gardone Riviera.

Visse in Francia fino al 1915 per poi tornare in Italia alla vigilia del primo conflitto mondiale. In questa occasione, D'Annunzio si schierò dalla parte degli interventisti, convinto sostenitore del mito di Roma, e fu uno dei primi a firmare il Manifesto degli intellettuali fascisti.
A guerra finita, si fece promotore della celebre impresa di Fiume: una spedizione paramilitare alla conquista della città che sebbene non assegnata all'Italia  il vate considerava di diritto italiana.

Quando, nel 1920, Fiume venne proclamata città libera, l'insuccesso spinse D'Annunzio a ritirarsi nel Vittoriale degli Italiani che, ancora oggi, testimonia il carattere decadente della sua esistenza. In questa villa il poeta morì nel 1938.

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