BENVENUTO   ACCEDI   REGISTRATI
lista dei desideri Lista dei desideri (0)   separetor   la mia bibliotheka La mia Bibliotheka (0)   separetor   carrello Carrello (0)
logo
Diario scurrile di un cinico incazzato

Diario scurrile di un cinico incazzato

di Armando Cattarinich

Collana: Narrativa
Genere: Drammatico
Lingua: Italiano
Pubblicato: 07/07/2014

condividi


Libro: € 12,00 € 8,40

book
Formato: 14x21
Pagine: 160
ISBN: 9788898801930
eBook: € 4,99

ebook
Formato: ePub
Dimensioni: 1,3 Mb
ISBN: 9788898801947

Fotografare la vita, attraverso scatti che riescano a coglierne l’intima essenza, il profondo dolore, l’assoluta ed inappellabile imprevedibilità del caso.
Armando Cattarinich, l’autore di queste bellissime, dolenti, irriverenti, anticonformiste, struggenti 25 ballate è un fotografo, e sa perfettamente quanto la fotografia sia un’arte. Un’arte attraverso la quale - come afferma Gianfranco Angelucci nella bellissima prefazione - l’autore è sempre riuscito ad inquadrare uno scorcio esistenziale, a cristallizzarlo nel suo aspetto più significativo, congelandolo nella infinitesimale perfezione di un momento.
Per questo i racconti che compongono questo “Diario scurrile di un cinico incazzato” possono essere classificati come fotografie in movimento, immagini che, improvvisamente, si animano, prendono vita e ci raccontano storie di vita. Il mondo, le strade, i personaggi, gli squarci, i desideri, le parole, gli sguardi, le lacrime, le azioni e le reazioni descritte da Cattarinich sono iperreali, più vere del vero.
Ci raccontano storie in cui, volenti o nolenti, siamo costretti a rispecchiarci. Infatti, siamo noi i protagonisti di queste tranche de vie, noi con le nostre paure, i nostri egoismi, le nostre idiosincrasie, le nostre umane incertezze. Chi siamo, cosa siamo, perché siamo diventati così. Amori naufragati o interrotti prima di sbocciare, occasioni perse che non torneranno mai più, ricordi insostenibili e pulsioni represse, crimini e misfatti, segreti e bugie. Sì, la vita non è una cosa meravigliosa, ma un intermezzo, spesso doloroso, che siamo costretti ad affrontare con rabbia e disillusione. Come piccoli criceti che continuano a girare su una ruota destinata a non fermarsi mai. Scoperta la beffa, svelato l’arcano mistero esistenziale, scoperchiato il male oscuro che ci attanaglia non ci resta altro che volgere il nostro sguardo al passato e tornare a quegli attimi, ai quei secondi polverizzati, a quei corpuscoli di tempo in cui, forse, siamo stati felici, ma purtroppo, non ne eravamo coscienti.

Armando Cattarinich, nasce a Roma il 16 maggio del 1964. Figlio d'arte, il padre Mimmo rappresenta una delle maggiori figure della fotografia italiana e mondiale a livello di cinema e ritratto. Terminati gli studi classici nel 1983, l’anno successivo si aggrega allo studio del padre iniziando a collaborare come assistente. Desideroso di venire in possesso non solo dei rudimenti dell'arte fotografica, ma di una tecnica realizzativa superiore ed espressa in ogni settore, si sposta a Milano assistendo altri professionisti di spessore, volgendo l'attenzione alla moda pura. Nel corso degli anni viaggia alla ricerca di nuove esperienze toccando le capitali della fotografia, Parigi, Londra, New York, Los Angeles, Amsterdam, Monaco di Baviera, Madrid, Budapest. Verso i trent'anni e dopo aver lavorato come fotografo di scena in alcuni set importanti, dirige la sua attenzione verso il Teatro, colto dal desiderio di rendere "movimento" ciò che per anni ha ritratto nella sua immobilità. Realizza alcune opere teatrali e cinematografiche tra cui Shopping, Violence, Quentin, Letters, occupandosi tra l'altro, anche di scrivere i testi delle rappresentazioni. Terminata questa produzione e forse colto da una sorta di inaridimento creativo, si sposta a Madrid, dove resta per quattro anni riprendendo la sua inseparabile Pentax 6 x 7. Collabora con le maggiori riviste di moda e glamour. Stanco infine di questa ulteriore esperienza professionale, fa ritorno nella sua amata Roma. Nella Capitale esprime il suo lavoro con rinnovata energia esprimendosi sempre nella moda, nella pubblicità e nel glamour, cogliendo anche l'aspetto culturale della fotografia avendo indirizzato il suo interesse verso mostre dal carattere sperimentale. Il forte desiderio di riprendere la "penna in mano" partorisce questo libro, frutto di mille ripensamenti e correzioni.

VALUTAZIONE MEDIA

in base alle valutazioni di 0 lettori
 
(0)
 
(0)
 
(0)
 
(0)
 
(0)

SCRIVI LA TUA RECENSIONE





La tua valutazione:

Il Bibliothekario, qualora dovesse ritenere inappropriati i contenuti, può non pubblicare la tua recensione.



Libri Collegati